mercoledì 3 marzo 2010

CMYK _ MAGENTA


CMYK_MAGENTA

mostra di Federico Soro, Virginia Soddu, Salvatore Ligios, Melonidicarta, Giovanna Sanna, Elisa Desortes


5 marzo_18marzo 2008


Venerdì 5 marzo alle ore 19 presso il Convento delle Clarisse di Ozieri si inaugura la mostra CMYK_MAGENTA


CMYK è l'acronimo di Cian, Magenta, Yellow e BlacK: modello di colore detto anche quadricromia o sintesi sottrattiva, consiste nella mescolanza di stimoli di colore che giungono all'occhio modificati.
La natura apparentemente contemporanea e tecnologica della sigla diventa un escamotage per provare a tessere narrazioni cromatiche in cui coinvolgere 18 artisti sardi chiamati a raccolta attingendo da campi diversi, vicini, confinanti e, a volte, piacevolmente confinanti.

Ogni colore - riconvertiti nei più prosaici blu, rosso, giallo - una mostra; ogni mostra un gruppo di sei artisti; ogni gruppo una città diversa (Alghero, Ozieri e Sassari nell'ordine) per poi riunirsi tutti e 18 nel nero, ospitato da Sa Domo Manna, lo spazio dell' arte contemporanea di Villanova Monteleone.

MAGENTA/ROSSO, seconda tappa del tour espositivo CMYK, vede Federico Soro, Virginia Siddi, Salvatore Ligios, Melonidicarta, Giovanni Sanna e Elisa Desortes intenti a declinare nuovi volti del colore rosso sperimentandone la follia creativa; la passione e la capacità immaginativa che crea realtà realtà parallele; la possibilità di reinventarsi nel mutevole volto della società.

Convento delle Clarisse_via Pietro Micca 3 Ozieri

Apero da martedì a domenica, 9.00 - 13.oo - 16.00 - 19.00 / domenica 9.30 - 12.30 / lunedì
chiuso

Per informazioni : Tl 079 961005 cell. 334 651 6049

e-mail: sadomomanna@gmail.com / blog: sa-domo.manna.blogspot.com

La prossima mostra - CMYK_GIALLO - sarà inaugurata il 10 aprile nello Studio d'arte di Sisinnio Usai
CMYK da un progetto di Giovanni Sanna e Giuseppe Uzzanu, a cura di Sonia Borsato, realizzato in collaborazione con Sa Domo Manna e Soter Editrice

mercoledì 24 febbraio 2010

CMYK _ CIANO


CMYK_CIANO

mostra di Pastorello, Sisinnio Usai, Teresa Pintus, Massimiliano Caria, Giuseppe Uzzanu, Terrapintada



GALLERIA BONAIRE CONTEMPORANEA
ALGHERO (SS)
27 FEBBRAIO - 13 MARZO 2010

Sabato 27 febbraio alle ore 19 presso la galleria Bonaire Contemporane di Alghero si inaugura la mostra CMYK_CIANO



CMYK è l'acronimo per Cyan Magenta, Yellow e BlacK: modello di colore detto anche quadricromia o sintesi sottrattiva, consiste nella mescolanza di stimoli di colore che giungono all'occhio modificati.

La natura apparentemente contemporanea e teconologica della sigla diventa un escamotage per provare a tessere narrazioni cromatiche in cui coinvolgere 18 artisti sardi chiamati a raccolta, attingendo da campi diversi, vicini, confinanti e, a volte, piacevolmente sconfinati.

Ogni colore - riconvertiti nel più prosaico blu, rosso, giallo - una mostra; ogni mostra un gruppo di sei artisti; ogni gruppo una città diversa (Alghero, Ozieri, e Sassari nell'ordine) per poi riunirsi tutti e 18 nel nero, ospitato da Sa Domo Manna a Villanova Monteleone.

Con Ciano/Blu Pastorello, Sisinnio Usai, Teresa Pintus, Massimiliano Caria, Giuseppe Uzzanu, Terrapintada, raccontano l'oblio, la sensazione sgomenta e inebriante allo stesso tempo, di aver perso saldi punti di riferimento, di essere contemporaneamente naufraghi e avventurieri.

Galleria Bonaire Contemporanea_Via Principe Umberto 39 ALGHERO
Apero da martedì a domenica, 17.00 - 20.00/lunedì chiuso

Per informazioni telefonare: 079 961005 cell. 334 6516 o49
e-mail: sadomomanna@gmail.com / blog: sa-domo-manna.blogspot.com

La prossima mostra - CMYK_MAGENTA- sarà inaugurata il 5 marzo alle ore 19 presso il Convento delle Clarisse di Ozieri e coinvolgerà gli artisti , Federico Soru, Virginia Siddi, Salvatore Ligios, Meloni di Carta, Giovanni Sanna, Elisa Desortes.

CMYK da un progetto di Giovanni Sanna e Giuseppe Uzzanu, a cura di Sonia Borsato , realizzato in collaborazione con Sa Domo Manna e Soter editrice.




mercoledì 17 febbraio 2010

Ateros Cuentos_L'ospite desiderato


Ateros Cuentos_L'ospite desiderato


20 febbraio - 11 aprile 2010


Sabato 20 febbraio 2010 alle ore 18:30 nelle sale di SA DOMO MANNA a Villanova Monteleone si inaugura la mostra L’ospite desiderato.

Giocando sulla doppia sfumatura semantica della parola ospite – colui che per benevolenza riceve il forestiero e il forestiero stesso – Sa Domo Manna apre le sue sale, pronta a sentire i “nuovi racconti” dell’arte contemporanea.
6 giovani artisti, sardi ma residenti lontano dall’isola, sono “invitati al ritorno” – fisico e metaforico – e alla casa che li accoglie portano in dono insolite “carte d’identità”: storie, visioni, commenti al contemporaneo.

Gli artisti che abiteranno le sale di Sa Domo Manna sono Rita Chessa, Giovanni Coda, Giulia Casula, Pietro Mele, Vittoria Soddu, Fabiola Ledda.

La mostra sarà preceduta dagli interventi del sindaco di Villanova Sebastiano Monti e le curatrici Mariolina Cosseddu, Lia Turtas e Sonia Borsato.


La mostra rimarrà aperta sino al 11 aprile 2010 e potrà essere visitata tutti i giorni dalle ore 16.00 alle 20.00 (lunedì chiuso). L’ingresso è gratuito. 



Per informazioni: Su Palatu tel. 079 961005 / cell. 334 651 6049
sadomomanna@gmail.com

mercoledì 10 febbraio 2010

POUPÉES


POUPEES
a cura di Sonia Borsato e Mariolina Cosseddu



Blublauerspazioarte_Alghero
dal 13 al 27 febbraio 2009


Sabato 13 febbraio alle 19.30 nello spazio Blublauerspazioarte ad Alghero si inaugura la mostra d'arte contemporanea Poupée a cura di Sonia Borsato e Mariolina Cosseddu, con lavori di Enrico Piras Stefano Serusi Cristina Meloni Elia Udassi Roberta Filippelli Gianni Nieddu Pinuccia Marras Silvia Mei.
Gli artisti hanno voluto giocare col tema della bambola e per l'occasione la gourmet del Kòp de Kàp Daniela Giorico creerà una bambola da "mangiare"...

Maria Lai - la bambina più famosa dell'arte - aveva espresso il suo punto di vista anni fà: " il gioco è l'arte dei bambini, l'arte è il gioco degli adulti. La felicità nasce dalla possibilità di inventare la vita nella dimensione poetica. Il gioco, come l'arte, ha regole severe."
Potrebbe essere consigliabile muoversi all'interno di queste regole con il fine preciso di smarrirsi, una catartica perdita dei punti di riferimento per lasciare emergere verità pressate nel fondo; iniziare un gioco, un dialogo con vecchi oggetti, riesumati idealmente da vecchi cesti dei giochi, per inventare racconti contemporanei. Le bambole -intese in senso lato - portatrici di un passato lontano ma non dimenticato, trasportano un inconscio fisico e collaborano con l'artista nella creazione di doppi allucinatori: le favole si scompongono come frasi, diventano anagrammi infiniti e irrisolvibili che raccontano molto più del lecito e insinuano dubbi sulla vita quotidiana.
Sonia Borsato

"Abbiamo tutti un bambino morto dentro di noi, è la prima cosa che muore": così Christian Boltanski stigmatizza il senso di perdita che accompagna l'esistenza di ciascuno e di cui l'infanzia è solo uno dei fatti luttuosi del ciclo biologico. Se la perdita è irreversibile, suo contrappunto è l'attenzione a negare o mitigare quello scacco attraverso oggetti che ne perpetuano la memoria e ne tengono viva la condizione primigenia: sappiamo che la pratica dell'accumulo è strumento di risarcimento poichè nella conservazione materiale si cristallizza l'inarrestabile flusso del tempo. Ci sono oggetti che, più di altri, risentono di un surplus affettivo ed emozionale , che si caricano, loro malgrado, di una storia , che parlano di identità sottratte: le bambole sono uno di questi. Feticci della memoria, raccordi tra passato e presente, mostrano "il soggetto nel suo rovescio, nel suo lato più nascosto e meno esplorato, così da ossigenare un'interiorità altrimenti asfittica" (Bodei). Oggetti simbolici, dunque, fragili e instabili, residui di una zona oscura, sono pronti ad essere investiti di nuovi significati e di ulteriori sensi dell'immaginario. Nature morte piene di racconti e ricordi, vivono della nostra capacità di fornirle di senso, risentono dell'aore che vi è stato riservato come proiezione di se stessi sdoppiati, sono, forse, in ultima analisi, un ulteriore scommessa per esorcizzare la morte.
Mariolina Cosseddu
E' possibile visitare la mostra tutti i giorni dalle 18.30 alle 21 - lunedì chiuso
Blublauerspazioarte via Morandi, 4 07041 Alghero
info +39 3339843208

martedì 8 dicembre 2009

Zaza Calzia e Nino Dore. Percorso artistico 1960 - 2009



12 dicembre 2009 - 31 gennaio 2010

Sabato 12 dicembre 2009 alle ore 18:00 nelle stanze dello spazio perl’arte contemporanea di Villanova Monteleone SA DOMO MANNA si inaugurano le mostre personali degli artisti Zaza Calzia e Nino Dore.

L’esposizione ripercorre il cammino artistico di due tra le figure più rappresentative dell’arte contemporanea isolana muovendosi dagli esordi negli anni Sessanta fino alle più recenti e sperimentative produzioni. Formatisi entrambi all’Istituto d’Arte di Sassari, hanno fatto parte di quella generazione di artisti che, sul finire degli anni Cinquanta, ha rivoluzionato gli orizzonti estetici dell’isola. Nei momenti più salienti della loro produzione si intuiscono gli echi dei cambiamenti che hanno modificato il panorama artistico nazionale; si riconoscono intuizioni che hanno poi trovato accordo in movimenti internazionali.

L’inaugurazione sarà preceduta dagli interventi del sindaco di Villanova Monteleone Sebastiano Monti, del critico e storico dell’arte Gianni Murtas e del responsabile di Sa Domo Manna Sonia Borsato. Saranno presenti gli artisti.

Accompagnano la mostra i cataloghi relativi con testi di Annamaria Janin per Zaza Calzia e di Gianni Murtas per Nino Dore, a cura della Soter editrice.

La mostra potrà essere visitata tutti i giorni dalle ore 16:00 alle 20:00 (lunedì chiuso).

L’ingresso è gratuito.

Nel 2010 la mostra, strutturata in differenti moduli espositivi, sarà ospitata nel Museo di Arte contemporanea di Banari (Fondazione Logudoro Meilogu), nel Centro Polivalente di Nuoro, nella Frumentaria di Sassari, nella Stazione dell’Arte di Ulassai (Museo arte contemporanea Maria Lai).

L’esposizione è organizzata in collaborazione con il Comune di Villanova Monteleone, la Regione Autonoma della Sardegna, il Sistema Turistico Villanova Monteleone, la Fondazione Logudoro Meilogu, il Comune di Sassari, la Stazione dell’Arte di Ulassai, il Comune di Nuoro, la Fondazione Banco di Sardegna.

Per informazioni: tel. 079 961005 / cell. 3346516049
sa-domo-manna.blogspot.com

mercoledì 6 maggio 2009

UNA QUESTIONE DI TEMPO


UNA QUESTIONE DI TEMPO


mostra di
Pier Giovanni Deliperi, Enrico Puggioni, Danilo Sini,
Giorgio Urgeghe, Gianni Nieddu


9 maggio - 19 LUGLIO 2009

Sabato 9 maggio alle ore 19:30 si inaugura, presso le sale di Sa Domo Manna a Villanova Monteleone, la mostra Una questione di tempo.

A cavallo degli anni 80-90 la Sardegna ha vissuto una rivoluzione pacifica che l’ha avvicinata alle correnti artistiche nazionali e internazionali.
Ripercorrendo simbolicamente la personale vicenda artistica di Pier Giovanni Deliperi, Enrico Puggioni, Danilo Sini, Giorgio Urgeghe e Gianni Nieddu - rappresentanti di una generazione prolifica e difficilmente semplificabile - la mostra vuole proporre una prima riflessione sull’evoluzione che l’arte isolana ha compiuto nell’arco di circa vent’anni.


La mostra sarà preceduta dagli interventi del sindaco di Villanova Sebastiano Monti, la responsabile di Sa Domo Manna Sonia Borsato, e le curatrici Mariolina Cosseddu e Lia Turtas.

La mostra rimarrà aperta sino al 19 luglio 2009 e potrà essere visitata tutti i giorni dalle ore 16.00 alle 20.00 (lunedì chiuso). L’ingresso è gratuito.


Per informazioni: Su Palatu tel. 079 961005 / cell 334 651 6049

sabato 27 settembre 2008

non mi chiamo natasha


MENOTRENTUNO


DANA POPA - NON MI CHIAMO NATASHA


Quello che si intraprende dietro le tracce del traffico umano è un percorso senza alcuna indicazione. Si avanza seguendo non mollichine di pane ma le lacrime silenziose che le donne lasciano dietro di se prima di sparire nel buio, nelle vie misteriose del mercato del sesso.La prostituzione è una realtà vecchia come il mondo, un problema di cui si discute spesso, ma il punto di vista è sempre uno solo: quello degli abitanti dei quartieri, solitamente periferici, che da queste donne si sentono offesi e minacciati. Ma di queste ragazze nessuno, o quasi, parla mai: dei corpi appassiti in fretta, dei sogni che le hanno portate dove sono ora, nessuno chiede, nessuno sa.La maggior parte di loro proviene dall'est. In migliaia cercano di fuggire da una delle economie più povere d'Europa. Ammaliate dalla televisione e dai racconti che dipingono un occidente opulento, sognano un lavoro onesto in un paese ricco. Sono donne colte, fiere, abituate al dolore, al sacrificio. Spesso si affidano ad agenzie fintamente professionali e partono per poter aiutare la famiglia che lasciano a casa. Altre, invece, dolore ancor più terribile, vengono vendute dalle persone che amavano, di cui si fidavano: madri, padri, fidanzati nella loro giovinezza hanno visto ricchezza. Il prezzo di una ragazza può variare dai 200 ai 2000 dollari..., dipende dalla sua bellezza. La stessa bellezza che in occidente viene usata per facilitare carriere nello show business, per queste ragazze diventa una maledizione, un male da estirpare prima possibile. Cadute nelle mani degli sfruttatori, perdono la loro vita, cancellano l'identità e diventano Natasha, tutte. Un nome semplice che identifica un mestiere oscuro.Parlare di queste storie è complicato, più di quanto si pensi. La commercializzazione di un essere umano, la mercificazione di un corpo, pagare per un atto che dovrebbe essere naturale e reciproco dono risveglia contraddizioni, indignazione e dolore a cui non si sa mai bene che nome dare. È difficile. Forse per una donna lo è ancora di più: è faticoso non identificarsi con le voci delle ragazze che raccontano di un'adolescenza vissuta in un modo per noi inimmaginabile; è arduo non scivolare nei luoghi comuni della denuncia e del giudizio.A queste storie manca la semplicità della normalità, della verità, dell'evidenza. Manca uno sguardo che ridoni dignità, concentrandosi non sullo squallore del "mestiere" ma sul "dopo", sul tentativo di ripartire, di essere solo delle ragazze.La semplicità è l'arma di Dana Popa che da donna racconta, con le sue fotografie, la vita di altre donne. Ritrae ragazzine che potrebbero abitare qualsiasi provincia del mondo; giovani madri che ripetono i gesti che ogni madre conosce. Con delicatezza entra nelle loro camere da letto; guarda nei loro occhi che tentano di sorridere di nuovo; indaga i loro corpi offesi. Usa la fotografia come unico mezzo, analitico e delicato insieme, capace di certificare e ricordare. Perché il delirio vero non è quello di queste giovani donne, ma quello di chi finge di non sapere, di chi crede bastino poche parole per spiegare, inquadrare e dimenticare.Donna tra donne, la fotografia è protagonista quanto i volti delle ragazze, è lo strumento che ha accompagnato Dana Popa nel racconto del triste cammino di tutte le giovani Natasha perse per le strade del mondo.


Sonia Borsato


Dana Popa è nata in Romania, 1977

CONTATTI
danapopas@gmail.com