mercoledì 10 febbraio 2010

POUPÉES


POUPEES
a cura di Sonia Borsato e Mariolina Cosseddu



Blublauerspazioarte_Alghero
dal 13 al 27 febbraio 2009


Sabato 13 febbraio alle 19.30 nello spazio Blublauerspazioarte ad Alghero si inaugura la mostra d'arte contemporanea Poupée a cura di Sonia Borsato e Mariolina Cosseddu, con lavori di Enrico Piras Stefano Serusi Cristina Meloni Elia Udassi Roberta Filippelli Gianni Nieddu Pinuccia Marras Silvia Mei.
Gli artisti hanno voluto giocare col tema della bambola e per l'occasione la gourmet del Kòp de Kàp Daniela Giorico creerà una bambola da "mangiare"...

Maria Lai - la bambina più famosa dell'arte - aveva espresso il suo punto di vista anni fà: " il gioco è l'arte dei bambini, l'arte è il gioco degli adulti. La felicità nasce dalla possibilità di inventare la vita nella dimensione poetica. Il gioco, come l'arte, ha regole severe."
Potrebbe essere consigliabile muoversi all'interno di queste regole con il fine preciso di smarrirsi, una catartica perdita dei punti di riferimento per lasciare emergere verità pressate nel fondo; iniziare un gioco, un dialogo con vecchi oggetti, riesumati idealmente da vecchi cesti dei giochi, per inventare racconti contemporanei. Le bambole -intese in senso lato - portatrici di un passato lontano ma non dimenticato, trasportano un inconscio fisico e collaborano con l'artista nella creazione di doppi allucinatori: le favole si scompongono come frasi, diventano anagrammi infiniti e irrisolvibili che raccontano molto più del lecito e insinuano dubbi sulla vita quotidiana.
Sonia Borsato

"Abbiamo tutti un bambino morto dentro di noi, è la prima cosa che muore": così Christian Boltanski stigmatizza il senso di perdita che accompagna l'esistenza di ciascuno e di cui l'infanzia è solo uno dei fatti luttuosi del ciclo biologico. Se la perdita è irreversibile, suo contrappunto è l'attenzione a negare o mitigare quello scacco attraverso oggetti che ne perpetuano la memoria e ne tengono viva la condizione primigenia: sappiamo che la pratica dell'accumulo è strumento di risarcimento poichè nella conservazione materiale si cristallizza l'inarrestabile flusso del tempo. Ci sono oggetti che, più di altri, risentono di un surplus affettivo ed emozionale , che si caricano, loro malgrado, di una storia , che parlano di identità sottratte: le bambole sono uno di questi. Feticci della memoria, raccordi tra passato e presente, mostrano "il soggetto nel suo rovescio, nel suo lato più nascosto e meno esplorato, così da ossigenare un'interiorità altrimenti asfittica" (Bodei). Oggetti simbolici, dunque, fragili e instabili, residui di una zona oscura, sono pronti ad essere investiti di nuovi significati e di ulteriori sensi dell'immaginario. Nature morte piene di racconti e ricordi, vivono della nostra capacità di fornirle di senso, risentono dell'aore che vi è stato riservato come proiezione di se stessi sdoppiati, sono, forse, in ultima analisi, un ulteriore scommessa per esorcizzare la morte.
Mariolina Cosseddu
E' possibile visitare la mostra tutti i giorni dalle 18.30 alle 21 - lunedì chiuso
Blublauerspazioarte via Morandi, 4 07041 Alghero
info +39 3339843208

martedì 8 dicembre 2009

Zaza Calzia e Nino Dore. Percorso artistico 1960 - 2009



12 dicembre 2009 - 31 gennaio 2010

Sabato 12 dicembre 2009 alle ore 18:00 nelle stanze dello spazio perl’arte contemporanea di Villanova Monteleone SA DOMO MANNA si inaugurano le mostre personali degli artisti Zaza Calzia e Nino Dore.

L’esposizione ripercorre il cammino artistico di due tra le figure più rappresentative dell’arte contemporanea isolana muovendosi dagli esordi negli anni Sessanta fino alle più recenti e sperimentative produzioni. Formatisi entrambi all’Istituto d’Arte di Sassari, hanno fatto parte di quella generazione di artisti che, sul finire degli anni Cinquanta, ha rivoluzionato gli orizzonti estetici dell’isola. Nei momenti più salienti della loro produzione si intuiscono gli echi dei cambiamenti che hanno modificato il panorama artistico nazionale; si riconoscono intuizioni che hanno poi trovato accordo in movimenti internazionali.

L’inaugurazione sarà preceduta dagli interventi del sindaco di Villanova Monteleone Sebastiano Monti, del critico e storico dell’arte Gianni Murtas e del responsabile di Sa Domo Manna Sonia Borsato. Saranno presenti gli artisti.

Accompagnano la mostra i cataloghi relativi con testi di Annamaria Janin per Zaza Calzia e di Gianni Murtas per Nino Dore, a cura della Soter editrice.

La mostra potrà essere visitata tutti i giorni dalle ore 16:00 alle 20:00 (lunedì chiuso).

L’ingresso è gratuito.

Nel 2010 la mostra, strutturata in differenti moduli espositivi, sarà ospitata nel Museo di Arte contemporanea di Banari (Fondazione Logudoro Meilogu), nel Centro Polivalente di Nuoro, nella Frumentaria di Sassari, nella Stazione dell’Arte di Ulassai (Museo arte contemporanea Maria Lai).

L’esposizione è organizzata in collaborazione con il Comune di Villanova Monteleone, la Regione Autonoma della Sardegna, il Sistema Turistico Villanova Monteleone, la Fondazione Logudoro Meilogu, il Comune di Sassari, la Stazione dell’Arte di Ulassai, il Comune di Nuoro, la Fondazione Banco di Sardegna.

Per informazioni: tel. 079 961005 / cell. 3346516049
sa-domo-manna.blogspot.com

mercoledì 6 maggio 2009

UNA QUESTIONE DI TEMPO


UNA QUESTIONE DI TEMPO


mostra di
Pier Giovanni Deliperi, Enrico Puggioni, Danilo Sini,
Giorgio Urgeghe, Gianni Nieddu


9 maggio - 19 LUGLIO 2009

Sabato 9 maggio alle ore 19:30 si inaugura, presso le sale di Sa Domo Manna a Villanova Monteleone, la mostra Una questione di tempo.

A cavallo degli anni 80-90 la Sardegna ha vissuto una rivoluzione pacifica che l’ha avvicinata alle correnti artistiche nazionali e internazionali.
Ripercorrendo simbolicamente la personale vicenda artistica di Pier Giovanni Deliperi, Enrico Puggioni, Danilo Sini, Giorgio Urgeghe e Gianni Nieddu - rappresentanti di una generazione prolifica e difficilmente semplificabile - la mostra vuole proporre una prima riflessione sull’evoluzione che l’arte isolana ha compiuto nell’arco di circa vent’anni.


La mostra sarà preceduta dagli interventi del sindaco di Villanova Sebastiano Monti, la responsabile di Sa Domo Manna Sonia Borsato, e le curatrici Mariolina Cosseddu e Lia Turtas.

La mostra rimarrà aperta sino al 19 luglio 2009 e potrà essere visitata tutti i giorni dalle ore 16.00 alle 20.00 (lunedì chiuso). L’ingresso è gratuito.


Per informazioni: Su Palatu tel. 079 961005 / cell 334 651 6049

sabato 27 settembre 2008

non mi chiamo natasha


MENOTRENTUNO


DANA POPA - NON MI CHIAMO NATASHA


Quello che si intraprende dietro le tracce del traffico umano è un percorso senza alcuna indicazione. Si avanza seguendo non mollichine di pane ma le lacrime silenziose che le donne lasciano dietro di se prima di sparire nel buio, nelle vie misteriose del mercato del sesso.La prostituzione è una realtà vecchia come il mondo, un problema di cui si discute spesso, ma il punto di vista è sempre uno solo: quello degli abitanti dei quartieri, solitamente periferici, che da queste donne si sentono offesi e minacciati. Ma di queste ragazze nessuno, o quasi, parla mai: dei corpi appassiti in fretta, dei sogni che le hanno portate dove sono ora, nessuno chiede, nessuno sa.La maggior parte di loro proviene dall'est. In migliaia cercano di fuggire da una delle economie più povere d'Europa. Ammaliate dalla televisione e dai racconti che dipingono un occidente opulento, sognano un lavoro onesto in un paese ricco. Sono donne colte, fiere, abituate al dolore, al sacrificio. Spesso si affidano ad agenzie fintamente professionali e partono per poter aiutare la famiglia che lasciano a casa. Altre, invece, dolore ancor più terribile, vengono vendute dalle persone che amavano, di cui si fidavano: madri, padri, fidanzati nella loro giovinezza hanno visto ricchezza. Il prezzo di una ragazza può variare dai 200 ai 2000 dollari..., dipende dalla sua bellezza. La stessa bellezza che in occidente viene usata per facilitare carriere nello show business, per queste ragazze diventa una maledizione, un male da estirpare prima possibile. Cadute nelle mani degli sfruttatori, perdono la loro vita, cancellano l'identità e diventano Natasha, tutte. Un nome semplice che identifica un mestiere oscuro.Parlare di queste storie è complicato, più di quanto si pensi. La commercializzazione di un essere umano, la mercificazione di un corpo, pagare per un atto che dovrebbe essere naturale e reciproco dono risveglia contraddizioni, indignazione e dolore a cui non si sa mai bene che nome dare. È difficile. Forse per una donna lo è ancora di più: è faticoso non identificarsi con le voci delle ragazze che raccontano di un'adolescenza vissuta in un modo per noi inimmaginabile; è arduo non scivolare nei luoghi comuni della denuncia e del giudizio.A queste storie manca la semplicità della normalità, della verità, dell'evidenza. Manca uno sguardo che ridoni dignità, concentrandosi non sullo squallore del "mestiere" ma sul "dopo", sul tentativo di ripartire, di essere solo delle ragazze.La semplicità è l'arma di Dana Popa che da donna racconta, con le sue fotografie, la vita di altre donne. Ritrae ragazzine che potrebbero abitare qualsiasi provincia del mondo; giovani madri che ripetono i gesti che ogni madre conosce. Con delicatezza entra nelle loro camere da letto; guarda nei loro occhi che tentano di sorridere di nuovo; indaga i loro corpi offesi. Usa la fotografia come unico mezzo, analitico e delicato insieme, capace di certificare e ricordare. Perché il delirio vero non è quello di queste giovani donne, ma quello di chi finge di non sapere, di chi crede bastino poche parole per spiegare, inquadrare e dimenticare.Donna tra donne, la fotografia è protagonista quanto i volti delle ragazze, è lo strumento che ha accompagnato Dana Popa nel racconto del triste cammino di tutte le giovani Natasha perse per le strade del mondo.


Sonia Borsato


Dana Popa è nata in Romania, 1977

CONTATTI
danapopas@gmail.com

giovedì 25 settembre 2008

Menotrentuno


MENOTRENTUNO_II Il delirio giovanile

27 settembre_9 novembre 2008

Menotrentuno è una rassegna di fotografia che si tiene in Sardegna a cadenza biennale.
E' rivolta a giovani fotografi europei che non hanno ancora compiuto trentun'anni, come suggerisce il titolo.
Ogni edizione è caratterizzata da un tema con cui i fotografi sono chiamati a confrontarsi; il tema dell'edizione 2008 è Il delirio giovanile. Ecstasy of Youth.
Come nella prima edizione, svoltasi nel 2006, le mostre, previste in varie sedi dell'isola, sono produzioni originali, presentate al pubblico italiano per la prima volta.
I fotografi partecipanti sono stati segnalati e/o selezionati da curatori presenti nei circuiti culturali internazionali.
Tra i 15 fotografi presenti, i 6 giovani italiani (di cui due sardi) hanno svolto la loro ricerca in diverse zone della Sardegna.
Le 11 città che, dal nord al sud dell'isola ospiteranno le esposizioni sono: Alghero (tre mostre); Cagliari; Ittiri; Mara; Monteleone Rocca Doria; Palau; Pozzomaggiore, Romana; Uri; Villanova Monteleone (tre mostre); Villasor.
Il progetto è coordinato da Su Palatu-museo della fotografia che ha sede a Villanova Monteleone (SS). Curatore della rassegna è Salvatore Ligios, direttore di Su Palatu.

I fotografi sono: Dana Popa (Romania) in Non mi chiamo Natasha compie un'indagine sul mercato del sesso; Tobias Kruse (Germania) in La campana delle otto realizza un diario visivo di un anno scolastico in un liceo berlinese; Ziyah Gafic (Bosnia) presenta immagini di guerra in Nei campi di Marte; Elin Berge (Svezia) confronta Le ragazze suicidio con Le ragazze velate; Fabrizio Nacciareti (Italia) ritrae i giovani pescatori di Alghero; Agnes Dherbeys (Francia) presenta un lavoro sull'AIDS in Thailandia; Luca Spano (Italia) incontra le comunità cinesi nell'area metropolitana di Cagliari in Oltre il fiume; Alexa Brunet (Francia) in Abitanti atipici presenta le case alternative di giovani francesi; Yann Gross (Svizzera) indaga il mondo del wrestling ne Il sogno della lotta; Stefania Mattu (Italia) ritrae i giovani della città di Nuoro; Serena Reverberi (Italia) denuncia la precarietà dei lavoratori stagionali nelle zone turistiche del Nord Sardegna; Burcu Goknar (Turchia) segue l vita di due sorelle in Alla danza del ventre; Emanuele Cremaschi (Italia) realizza un reportage sui giovani pastori delle zone interne della Sardegna.

sabato 19 luglio 2008

un passo in più


UN PASSO IN PIU'
19 luglio - 14 settembre 2008

a cura di Gianni Murtas e Angela Grilletti

Sa Domo Manna presenta la mostra Un passo in più.
Realizzata all'interno delle manifestazioni promosse da Terra Gramsci per settantesimo anniversario della scomparsa di Antonio Gramsci, la mostra propone una riflessione sulla capacità dell'arte di forare i limiti della dimensione territoriale in corrispondenza all'esortazione gramsciana del "compiere un passo in più" rispetto al contesto locale, tema ricordato esplicitamente dal titolo stesso della mostra.
La rassegna presenta 15 artisti appartenenti a generazioni differenti, i cui lavori si intrecciano in un doppio percorso: ad una riflessione filosofica si affianca un percorso storico che si snoda attraverso le esperienze artistiche del panorama isolano degli ultimi cinquant'anni.

Opere di Leonardo Boscani, Tonino Casula, Aldo Contini, Maria Lai, Angelo Liberati, Antonio Mallus, Alberto Marci, Primo Pantoli, Igino Panzino, Gianfranco Pintus, Rosanna Rossi, Pinuccio Sciola, Virginia Siddi, Danilo Sini, Albero Spada  

sabato 28 giugno 2008

Geografie del corpo


GEOGRAFIE DEL CORPO 
28 giugno 2008

Mostra degli studenti del III e IV anno dell'Accademia di Belle Arti di Sassari

Sa Domo Manna apre le porte all'Accademia di Sassari ed ospita Geografie del Corpo, mostra che raccoglie gli elaborati didattici degli studenti del III e IV anno del Corso di Anatomia Artistica. 
Consapevoli del fatto che l'identità di una persona si declina a partire dai suoi sensi, dal suo corpo in movimento nel mondo, i docenti Gaetano Russo e Sisinnio Usai hanno guidato gli studenti nella definizione di nuove geografie di un corpo che si dilata, ricontestualizza, si frammenta ed esplode, si veste e traveste.
Ironici, romantici, ingenui, dissacranti, malinconici e riflessivi: i giovani artisti hanno saputo essere questo e molto di più, ancora padroni di quella freschezza molto spesso uccisa dal mercato dell'arte.
Quale occasione migliore se non questa per indagare tra i sogni e i bisogni delle nuove generazioni?
quale termometro più veritiero per conoscere la temperatura dell'arte locale?

Studenti del III anno: Chiara Ferrara, Laura Marchiori, Alessandro Masia, Marco Nardi, Martina Nioi, Stefania Pedoni, Sara Pedoni, Erika Pili, Grazia Piredda, Sabrina Spreafico

Studenti del IV anno: Fabio Agus, Valentina Cotzia, Andrea D'Ascanio, Carlo Deperu, Maria Piera Mossa, Laura Oggiano, Teresa Pintus, Edoardo Antonio Tedde